Unità Operativa di Endocrinochirurgia - Primario Prof. R. Bellantone
Università Cattolica - Policlinico A. Gemelli - Roma
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TIROIDE

 
La tiroide è una ghiandola formata da due lobi localizzata nella regione anteriore del collo. La sua funzione è quella di produrre gli ormoni tiroidei (T3 o triiodo-tirosina e T4 tetraiodo-tirosina o tiroxina), ormoni preposti a svolgere numerose funzioni metaboliche che influenzano l’apparato cardiocircolatorio ed, in misura minore, l’apparato respiratorio, renale ed emopoietico oltre a svolgere un ruolo fondamentale nell’accrescimento e nello sviluppo.

 

 

 

La valutazione della ghiandola tiroidea passa attraverso l'esame clinico della regione del collo, test ormonali, la scintigrafia con captazione di un radioisotopo che permette di individuare noduli tiroidei “caldi” (ipercaptanti) o “freddi” (ipocaptanti), l’ecografia che ci offre la possibilità di valutare morfologicamente la ghiandola permettendo la differenziazione tra noduli solidi e cistici e le dimensioni di eventuali formazioni nodulari.
 
L’esame citologico (agoapirato), effettuato mediante aspirazione dei noduli sotto guida ecografica (vedi DAY HOSPITAL) permette in mani esperte una diagnosi nell’80 % dei casi.
 

Le malattie chirurgiche della tiroide sono rappresentate da:

  • nodulo singolo (cisti, adenoma, nodulo tossico o M. di Plummer)
  • gozzo multinodulare
  • Morbo di Basedow
  • Carcinoma tiroideo (carcinoma differenziato, carcinoma midollare, carcinoma anaplastico per citare solo i più frequenti)
 
Il nodulo singolo può comprendere diversi tipi di patologie come le cisti (formazioni contenenti liquido), l’adenoma (nodulo con caratteristiche di benignità) ed il nodulo tossico (M. di Plummer, nodulo ipercaptante che causa sintomi da ipertiroidismo ovvero di iperfunzione della tiroide come tachicardia, dimagrimento,etc.).
 

Il gozzo multinodulare è caratterizzato dalla presenza di più noduli della tiroide; può essere basato su una carenza iodica, su una esposizione ad elementi gozzigeni oppure sporadico o familiare. Oltre a rappresentare un inconveniente estetico il gozzo può dar luogo a sintomatologia compressiva delle strutture circostanti (trachea, esofago e raramente nervo laringeo ricorrente con presenza di disfonia ovvero abbassamenti di voce).

 

 

Gozzo multinodulare con importante

sintomatologia compressiva

 

Il morbo di Basedow è una malattia caratterizzata da gozzo diffuso associato ad un’oftalmopatia e sintomatologia rappresentata da tachicardia, sudorazione, agitazione psicomotoria, tremori, stato ansioso, anoressia e calo ponderale.
 
Il carcinoma tiroideo è una malattia distinta istologicamente in una serie di varianti: il carcinoma papillifero ed il carcinoma follicolare (costituiscono la maggior parte dei carcinomi tiroidei, sono differenziati e producono la tireoglobulina , utilizzata come marker nel follow-up post-operatorio), il carcinoma midollare (neoplasia che ha origine dalle cellule C preposte a produrre calcitonina) e carcinoma anaplastico (forma indifferenziata piuttosto aggressiva).
I fattori di rischio per lo sviluppo di una neoplasia tiroidea sono:
·        irradiazione del collo,
·        la presenza di una predisposizione genetica (Neoplasia endocrina multipla),
·        pregressa tiroidite di Hashimoto
 
Molto spesso il carcinoma tiroideo si presenta come nodulo singolo asintomatico mentre in un 20 % dei casi può presentarsi solo come linfoadenomegalia locoregionale; la sintomatologia compressiva può essere presente quale manifestazione della malattia stessa.
 
 

Quando è necessario l’intervento ?

 
La presenza di tumefazione della regione del collo e di sintomatologia compressiva (dispnea, disfagia, disfonia, in rari casi presenza di vertigini e cefalea) sono i motivi che più spesso portano all’intervento.
 
 
Altro motivo per cui è necessario effettuare l’intervento chirurgico è rappresentato dalla presenza di un sospetto all’esame citologico mediante agoaspirato ecoguidato (eseguito presso il DAY HOSPITAL di Endocrinochirurgia o dalla diagnosi certa di neoplasia (esame citologico positivo per carcinoma).)
 
Un caso che più raramente può rendere necessario l’intervento chirurgico è rappresentato dalla presenza di nodulo/i con una iperproduzione di ormoni tiroidei in caso di resistenza alla terapia e/o presenza di sintomi compressivi come può accadere in alcuni casi di nodulo iperfunzionante o M. di Plummer, gozzo multinodulare tossico, M. di Basedow .
Infine la terapia chirurgica si può rendere necessaria in alcuni casi di tiroidite di Hashimoto in cui non si ha risposta alla terapia.
 
 
 

Quali sono i tipi di intervento chirurgico effettuati sulla tiroide presso la Divisione di Endocrinochirurgia del Policlinico “A. Gemelli” ?

 

La tiroidectomia totale è l’intervento di scelta per quei pazienti con interessamento patologico dell’intera tiroide o di carcinoma. Esso consiste nell’asportazione dell’intera tiroide e può essere eseguito anche nella modalità video-assistita mediante l’impiego di microcamera e di strumenti di microchirurgia (Vedi Endocrinochirurgia videoassistita) in alcuni casi selezionati con notevoli vantaggi per il paziente (miglior risultato estetico, minor dolore post-operatorio e riduzione delle complicanze).

 

 

  

 Gozzo multinodulare (pezzo operatorio)

 

In caso di forme più aggressive di carcinoma tiroideo (ad esempio il carcinoma midollare della tiroide) è indicato eseguire anche una linfoadenectomia latero-cervicale (escissione dei linfonodi della regione anterolaterale del collo).
 
Emitiroidectomia. La presenza di un nodulo singolo o comunque dell’interessamento da parte della malattia nodulare di un solo lobo della tiroide permette di eseguire un intervento chirurgico definito “emitiroidectomia” che consiste nell’exeresi di metà tiroide e dell’istmo tiroideo. Tale intervento espone comunque, nel tempo, al rischio di un possibile nuovo intervento chirurgico a causa di possibile ripresentazione della malattia dal lato controlaterale alla lesione asportata.

 

Complicanze

Se eseguita da una chirurgo esperto la tiroidectomia totale è gravata in meno del 3% dei casi da complicanze rappresentate da eventuale emorragia peri-operatoria, da ipoparatiroidismo post-operatorio transitorio o definitivo, da lesioni del nervo ricorrente (transitorie o, ancor più rare, definitive in caso di durata della disfonia superiore ai 6 mesi) e, più raramente, da infezione della ferita chirurgica.